Michele Cipolli Studio

Engineering Management Consulting

Il codice deontologico

1 – PRINCIPI GENERALI

1.      La professione dell’ingegnere deve essere esercitata nel rispetto delle leggi dello Stato e costituisce attività di pubblico interesse.

2.      L’ingegnere è personalmente responsabile della propria opera, nei riguardi della committenza e nei riguardi della collettività.

3.      Chiunque eserciti la professione di ingegnere, in Italia, anche se cittadino di altro stato, è impegnato a rispettare il presente codice deontologico, finalizzato alla tutela della dignità e del decoro della professione.

Le presenti norme si applicano per le prestazioni professionali rese in maniera sia saltuaria che continuativa.

1.      L’ingegnere adempie agli impegni assunti con cura e diligenza, non svolge prestazioni professionali in condizioni di incompatibilità con il proprio stato giuridico, né quando il proprio interesse o quello del committente siano in contrasto con i suoi doveri professionali.

2.      L’ingegnere rifiuta di accettare incarichi per i quali ritenga di non avere adeguata potenzialità per l’adempimento degli impegni assunti.

3.      L’ingegnere sottoscrive solo le prestazioni professionali che abbia personalmente svolto e/o diretto. Non sottoscrive le prestazioni professionali in forma paritaria, unitamente a persone che per norme vigenti non le possono svolgere.

4.      L’ingegnere sottoscrive prestazioni professionali in forma collegiale o in gruppo solo quando siano rispettati e specificati i limiti di competenza professionale e di responsabilità dei singoli membri del collegio o del gruppo; tali limiti dovranno essere dichiarati sin dall’inizio della collaborazione.

5.      L’ingegnere deve costantemente migliorare e aggiornare la propria cultura per soddisfare le esigenze dei singoli committenti e della collettività, per raggiungere il miglior risultato correlato ai costi e alle condizioni di attuazione.

2 – SUI RAPPORTI CON L’ORDINE

1.      L’appartenenza dell’ingegnere all’Ordine Professionale comporta il dovere di collaborare con il Consiglio dell’Ordine.

2.      Ogni ingegnere ha pertanto l’obbligo, se convocato dal Consiglio dell’Ordine o dal suo Presidente, di presentarsi e di fornire i chiarimenti che gli venissero richiesti.

3.      L’Ingegnere si adegua alle deliberazioni del Consiglio dell’Ordine assunte nell’esercizio delle relative competenze istituzionali.

3- SUI RAPPORTI CON I COLLEGHI

1.      Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i colleghi alla massima lealtà e correttezza, anche allo scopo di affermare una comune cultura ed identità professionale pur nei differenti settori in cui si articola la professione.

2.      Tale forma di lealtà e correttezza deve essere estesa e pretesa anche nei confronti degli altri colleghi esercenti le professioni intellettuali ed in particolar modo di quelle che hanno connessioni con la professioni di ingegnere.

3.      L’ingegnere deve astenersi da critiche denigratorie nei riguardi di colleghi e se ha motivate riserve sul comportamento professionale di un collega deve informare il Presidente dell’Ordine di appartenenza ed attenersi alle disposizioni ricevute.

4.      L’ingegnere che sia chiamato a subentrare in un incarico già affidato ad altri dovrà informare per iscritto i professionisti a cui subentra e potrà accettarlo solo dopo che la committenza abbia comunicato ai primi incaricati il definitivo esonero; in situazioni controverse dovrà informare il Consiglio dell’Ordine, relazionando a quest’ultimo sulle ragioni per cui ritiene plausibile la sostituzione, attenendosi alle conseguenti determinazioni.

5.      L’ingegnere si deve astenere dal ricorrere a mezzi incompatibili con la propria dignità per ottenere incarichi professionale come l’esaltazione delle proprie qualità a denigrazione delle altrui o fornendo vantaggi o assicurazioni, esterne al rapporto professionale.

4 – SUI RAPPORTI CON IL COMMITTENTE

1.      Il rapporto con il committente è di natura fiduciaria e deve essere improntato alla medesima lealtà, chiarezza e correttezza.

2.      L’Ingegnere è tenuto al segreto professionale, non può quindi senza esplicita autorizzazione della committenza, divulgare quanto sia venuto a conoscenza nell’espletamento delle proprie prestazioni professionali..

3.      L’ingegnere deve definire preventivamente e chiaramente con il committente, nel rispetto del presente codice, i contenuti e termini degli incarichi professionali conferitegli.

4.      L’Ingegnere è compensato per le proprie prestazioni professionali a norma delle vigenti tariffe che costituiscono minimi inderogabili la cui osservanza è preciso dovere professionale, salvo per le sole eccezioni previste dalla Legge.

5.      L’ingegnere non può accettare da terzi compensi diretti i indiretti oltre a quelli dovutogli dal committente senza comunicare a questi natura, motivo ed entità ed avere avuto per iscritto autorizzazione alla riscossione.

6.      L’ingegnere è inoltre tenuto ad informare il committente, nel caso sia interessato sopra materiali o procedimenti costruttivi proposti per lavori a lui commissionati, quando la natura e la presenza di tali rapporti possa ingenerare sospetto di parzialità professionale o violazione di norme di etica.

5 – SUI RAPPORTI CON LA COLLETTIVITA’ E IL TERRITORIO

1.      Le prestazioni professionali dell’ingegnere saranno svolte tenendo conto preminentemente della tutela della vita e della salvaguardia della salute fisica dell’uomo.

2.      L’ingegnere è tenuto ad una corretta partecipazione alla vita della collettività cui appartiene e deve impegnarsi affinché gli ingegneri non subiscono pressioni lesive della loro dignità.

3.      Nella propria attività l’ingegnere è tenuto, nei limiti delle sue funzioni, ad invitare che vengano arrecate all’ambiente nel quale opera, alterazioni che possono influire negativamente sull’equilibrio ecologico e sulla conservazione dei beni culturali, artistici, storici e del paesaggio.

4.      Nella propria attività l’ingegnere deve mirare alla massima valorizzazione delle risorse naturali e al minimo spreco delle fonti energetiche.

6 – SUI RAPPORTI RELATIVI AI CRITERI TARIFFARI FUORI PROVINCIA

Criteri tariffari e norme deontologiche per lavori fuori Provincia.

1.      L’Ingegnere iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pisa che svolge attività fuori della propria Provincia ha l’obbligo di rispettare le norme deontologiche e tariffarie emanate dall’Ordine della Provincia territorialmente competente per il luogo in cui avrà sede l’opera oggetto della prestazione.

2.      E’ compito dell’Ingegnere interessato assumere, preventivamente e in maniera esaustiva, tutte le informazioni necessarie al rispetto di tale obbligo presso quest’ultimo Ordine.

3.      Qualora la parcella sia compresa tra quelle da assoggettare obbligatoriamente a visto di conformità/congruità, l’Ordine competente è quello di appartenenza del professionista. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pisa, previa esplicita autorizzazione, può delegare questa funzione all’Ordine nel cui territorio ha sede la prestazione. Restano comunque esclusiva competenza dell’Ordine di appartenenza eventuali procedimenti disciplinari nei riguardi dell’iscritto.

7 – DISPOSIZIONI FINALI

1.      Il presente codice è accompagnato da norme attuative elaborate dal C.N.I., norme che potranno essere integrate da ciascun Consiglio provinciale dell’Ordine purché elaborate non in contrasto con il presente codice per una migliore tutela dell’esercizio professionale e per la conservazione del decoro della categoria nella particolare realtà territoriale in cui lo stesso Consiglio è tenuto ad operare.

2.      Il presente Codice è depositato presso il Ministeri di Grazia e Giustizia, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, gli Ordini Provinciali, gli Uffici giudiziari e Amministrativi interessati.

 
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